Quanto c’è di vero in ciò che vediamo?

Da buon aspirante sociologo (o da fancazzista come direbbe qualche amico) sono iscritto in vari social network e sto iniziando a scoprire come in questi strumenti la fotografia, sia sempre più centrale nell’esperienza d’uso di questi strumenti tant’è che è nato di recente anche un social network che fa della fotografia il principale canale di comunicazione. Sarà la moda del momento, saranno gli smartphone con strumenti sempre più sofisticati, saranno le varie app alla Instagram che fanno di un qualsiasi iphoniano un grande artista ma sempre più spesso mi imbatto in fotografie meravigliose, istantanee che starei ad osservare per minuti solo per apprezzarne ogni sfumatura, ogni ombra di quella perfezione ma poi le sinapsi partoriscono una domanda: ma quanto c’è di vero in questa meraviglia?

Puff… Magia finita e inizia la riflessione: noi, gente nata alla fine del secolo scorso, quanto dobbiamo meravigliarci davanti ad una fotografia?

Photoshop e il fotoritocco ormai ci hanno privato anche di questo, non è più così facile distinguere l’immagine reale, bella perché l’artista dietro l’obiettivo è riuscito a immortalare in un istante un capolavoro, da una fotografia fatta con gli strumenti giusti e poi adattata in studio per essere quel che il fotografo vuole che sia.

Questa incapacità di distinguere il vero dal ritoccato va a privare alle immagini il loro unico immenso pregio: la possibilità di immortalare per sempre un istante del mondo davanti l’obiettivo, una capacità immensa che ha fatto la storia, e la fortuna a volte, di molte persone che con i loro scatti sono riusciti a cogliere emozioni, documentare avvenimenti e a ricordare ai posteri come eravamo in quell’istante speciale in cui la macchina ha fatto “clic”.

Ora, tutto questo si è perso perché anche la fotografia più bella, scattata da un artista dell’istantanea subirà l’inesorabile scansione dell’occhio alla ricerca dei segni di una ritoccatina, vera o presunta, e questo scetticismo intellettuale, che chiunque ormai pone difronte ad ogni immagine, copre le emozioni che questa forma d’arte è in grado di scatenare.

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