E basta un sorriso

Una minuscola smorfia, appena percettibile, e un viso cambia completamente. Questo sorriso e una frase un poco sgrammaticata mi fecero conoscere una nuova compagna di corso: una ragazza normale, normalissima, come tante altre ma con un “non-so-che”.

Finalmente sta per terminare la lezione e inizio già a immaginarmi come il suo Virgilio nell’inferno dell’”istituzione Bicocca” e infatti finisce la lezione e ci scambiamo subito poche parole una di queste è la su richiesta sul dove siano collocate le macchinette. A questa domanda non posso non mostrarle la strada e la accompagno alle macchinette. Durante il tragitto, come è ovvio, le inizio a spiegare “la Bicocca” ma mi interrompo presto, la curiosità è troppa, devo chiederglielo: Di dove s…
Non faccio in tempo a finire la frase che me lo dice lei: è francese. Da qui la conversazione prosegue a fiume, devo conoscere la sta storia! È una ragazza francese trasferitasi in Italia per stare più vicina al moroso che abita a “soli” 150 Km da Milano. Niente Erasmus ma all’avventura più completa con tutte le difficoltà che si possono incontrare nel trasferirsi in un altro paese, in un’altra università, lontani da casa e da tutto e avere l’unico riferimento ad un paio d’ore d’auto da Milano. Incredibile.

Questo fatto dapprima mi ha lasciato sorpreso e un po’ incuriosito ma poi a casa ho capito, ho capito il suo sguardo, il suo sorriso e la luce nei suoi occhi. Quello è lo sguardo della giovinezza, ho visto lo sguardo della giovinezza negli occhi di quella ragazza così normale ma così diversa.
Uno sguardo così non si può non riconoscerlo, è lo sguardo del “ma chi se ne frega, io c’ho 20 anni!”, che si concretizza poi in quella avventura, correre a inseguire un amore lontano; quello è lo sguardo che ogni 20enne dovrebbe avere e invece, quando osservo lo sguardo dei vari miei coetanei che posso incrociare sul treno, trovo solo sguardi spenti, apatici, come quelli di un qualsiasi cinquantenne stanco o di chi ormai dalla vita ha già avuto tutto e sopravvive soltanto nella speranza che qualche cosa gli accada; vedo solo sguardi senza futuro ovunque senza più speranza, senza nemmeno più un’illusione di vita.

È questa la differenza che ho notato, un semplice sguardo mi ha fatto capire chi siamo noi: un paese senza più speranze, desideri, volontà e sarà così finché non si riuscirà a ritrovare l’orgoglio per la propria giovinezza e far si che essa diventi il motore per il cambiamento.

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