Il contesto è importante!

Mi sto rendendo conto che spesso non parlo la stessa lingua di chi ho attorno, anche stasera ho avuto una interessante conversazione con una amica avente per tema l’olocausto.

Le argomentazioni a confronto erano due: la sua del “perché nessuno ha fatto niente” equivalente al “perché nessuno si è ribellato” e la mia del “l’olocausto (e i drammi della seconda guerra mondiale) si è verificato perché il momento storico era favorevole affinché si arrivasse a quelle conclusioni”. Non sono qui a scrivere per trattare l’argomento dell’olocausto perché sono certo che lo affronterei in maniera imprecisa ma vorrei piuttosto concentrarmi su questo fatto: la contestualizzazione è spesso trascurata, rimandata ad un qualche astratto sapere universale.

Il mio approccio relativista e fenomenologico agli eventi sociali mi porta ad osservare il mondo il più possibile con gli occhi dell’altro, a comprendere perché l’altro compie alcune azioni e non altre e a esprimermi a riguardo di queste azioni solo al termine del “processo” analitico. Ritengo (forse con un pizzico di superbia) che questo modo che ho di osservare i fatti stia diventato ormai una necessità dell’uomo del XXI secolo anche solo per affrontare conversazioni al bar dei vari fatti che accadono qua e là nel mondo globale; non basta più guardare i fatti dalla finestra della propria camera ma cercare – per quanto a volte sia molto difficile – di guardarli da una posizione più ravvicinata, più interna all’evento.

Sono sicuro che chi sta leggendo si starà ponendo la classica domanda “va bene, quindi così giustifichi tutti” e invece no; non giustifico né tantomeno assolvo, semplicemente cerco di far luce su quello che ogni giorno accade attorno a me nel tentativo di spiegare a me stesso perché le persone commettano azioni così assurde e immotivate nonostante sappiano, o presumo che sappiano, i rischi a cui vanno incontro.

Vorrei quindi che chi legge queste poche righe provi a chiedersi “perché questo?”, che si ponga la più ovvia delle domande e cerchi, guidato da questo interrogativo, a indagare la storia che si nasconde dietro gli occhi di l’azione l’ha compita.

Rispondi