L’era dell’uomo comune

Caro lettore, eccomi di nuovo qua a scriverti il post di gennaio. Purtroppo arrivo solo ora a scriverti, ci sono state diverse novità nelle ultime settimane che mi hanno allontanato, mio malgrado, dal mio angolo e dai vari social. Non temere però, appena riesco riorganizzarmi l’esistenza ritornerò con la mia solita energia e costanza.

Dopo questa breve presentazione devo introdurti al post che seguirà, ci tengo a dirtelo fin da subito che tratterà di un argomento così comune, ordinario, così tanto abusato negli ultimi tempi del quale se ne è letta di ogni però ci proverò ad affrontare questo argomento a modo mio, nel tentativo di scoprire lo straordinario dietro anche all’ordinarietà.

Sono riuscito ad incuriosirti un po’? Allora iniziamo…

Come ogni buona famiglia del “Mulino Bianco” che si rispetti anche in casa mia il pranzo della domenica è un piccolo evento: pasto consumato con calma, tutti o quasi presenti e la solita TV che riproduce i soliti programmi TV della domenica a orario di pranzo che tanto piacciono ai miei. La solita noia!

Ma domenica scorsa però è successa una cosa diversa dal solito: il solito zapping da pubblicità ha portato mio padre ad imbattersi in una trasmissione su Rai3 che raccontava l’11 luglio 1982, il giorno della “storica” finale Italia-Germania 3-1. A me la TV in genere piace poco e il calcio proprio per nulla ma questo programma rievocativo mi ha affascinato, era proprio ben fatto: l’intera giornata veniva raccontata basandosi su documenti storici, dal concerto dei Rolling Stones ai giornali del giorno, ai telegiornali e tutti quei documenti all’ora disponibili. Solite cose, insomma, ma molto evocative del periodo.

Osservando le immagini che la TV trasmetteva mi sono accorto come la componente opinionistica delle informazioni fosse delegata sempre al mezzobusto del giornalista, del professionista. “L’uomo della strada” era più un oggetto scenografico che appariva in gruppo e mai dietro ad un microfono.

Così ho pensato: e se quest’anno l’Italia vincesse i mondiali di calcio ribaltando tutti i pronostici negativi, come sarà la trasmissione che racconterà lo storico mondiale del ’14 avvenuto trent’anni prima?

Ho provato a compiere questo sforzo d’immaginazione ed ecco la mia idea:

Per prima cosa si rispolvereranno le varie dirette Twitter del “Popolo della rete” con gli Hashtag di tutte le partite, si osserveranno i video caricati in YouTube degli italiani nei loro momenti di gioia, poi la carrellata di commenti in Facebook e le immagini dei vari protagonisti che negli spogliatoi abbracciano la coppa e tutte le parodie, canzoncine e sfottò rivolti agli avversari sconfitti. Sarà un allegro mosaico di gioia, risate e goliardia.

Il protagonista di questa festa non sarà certo il Presidente della Repubblica che gioisce dagli spalti ma il singolo Mario Rossi della provincia di questa o quella città che immortala col proprio smartphone la sua festa e la condividerà con la festa degli italiani.

Fra trent’anni ci divertiremo molto a tirare le somme di questi primi anni del nuovo secolo. Grazie uomini comuni che avete inventato mezzi straordinari come Facebook, Twitter, YouTube, Instragram e tutti quei fantastici strumenti che compariranno da qui al 2050.
A voi sono dedicati i miei ringraziamenti!

E tu, caro lettore, come vedi il protagonista di questi anni? Ti invito a commentare questo post così comune.

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