“Non rinunciare, mai!”

Mia cara lettrice e mio caro lettore, per questo mese ho pronto un altro post ma non lo pubblicherò oggi, oggi devo raccontarti una storia!

Già, perché le parole che ho utilizzato qua come titolo a questo post non sono le mie bensì quelle di un uomo di quarant’anni deceduto per un male incurabile il quale le ha pronunciate in punto di morte alla sorella. Io oggi ho conosciuto questa Sorella (poi ti spiegherò perché della S maiuscola) e mi ha raccontato la storia che ti sto per condividere.

Malgrado l’inizio di questo racconto non propriamente “allegro” la storia che seguirà è molto felice, ti va di seguirmi?

INIZIAMO!

Questa mattina sono passato in municipio a ritirare alcune scartoffie nell’ufficio della polizia locale, qui ho avuto il piacere di conoscere la signora Luciana che condivide il suo ufficio dei servizi sociali con quello della polizia locale.

Sai quanto mi piaccia chiacchierare con le persone, specie se intelligenti, così non mi sono tirato indietro e l’incontro fortuito con la signora Luciana si è rapidamente trasformato in una piacevole chiacchierata.

Attraverso il conversare si sono aperte molte porte e affrontati vari argomenti: da conversazione si è passati alla condivisione. Lei mi ha raccontato di come è giunta a lavorare per il mio comune, io dei miei studi e desideri e lei altrettanto delle sue esperienze e delle sue tre lauree. E proprio da queste lauree voglio partire a raccontarti la storia straordinaria di questa signora, anzi, di questa Sorella.

Lei, dopo il liceo, desiderava studiare sociologia all’università ma la famiglia, complici anche i famigerati anni di piombo, la spinsero a studiare economia e commercio alla Bocconi. Conseguita la molto sofferta laurea si sposa e inizia con i suoi primi lavori; dopo poco decide di riscriversi all’università e consegue una laurea in scienze politiche. Con questo ulteriore titolo la sua situazione professionale si stabilizza e così quella familiare fino a quando la sua famiglia viene colpita dalla sciagura di una grave malattia: il fratello si ammala di leucemia a soli 40 anni.

La malattia lo consumerà rapidamente strappandolo dagli affetti dopo pochi mesi dalla scoperta della malattia. La sera prima della sua morte confessò alla sorella il suo desiderio di vedere la Grecia con le sue spiagge e il suo mare: il suo sogno non poté mai realizzarlo e così concluse la sua confessione con un monito: “Non rinunciare, mai!”.

Queste tre parole le diedero la scossa necessaria a inseguire quel sogno che in gioventù era stato abbandonato: si iscrisse alla facoltà di sociologia a Urbino e dopo alcuni anni conseguì la laurea tanto desiderata.

Sono sicuro che tante volte avrai sentito dirti di non rinunciare mai ai tuoi sogni ma è anche vero che molti sogni non sono realizzabili subito: tra bollette, lavoro, famiglia e altre esigenze passano facilmente in secondo piano perciò io ti dono questa storia, come mi è stata donata a me, per ricordarti che in punto di morte ci si pente soltanto delle cose NON fatte.

D’ora in poi ci sarà sempre questa immagine a ricordarmi perché non devo abbandonare un mio sogno e desidero darti l’opportunità che anche tu faccia lo stesso.

Ora tocca a te, raccontami, hai anche te una immagine, un racconto o una citazione che ti aiuti quando sei sul punto di rinunciare?

Ah, per poco non me ne scordavo. Devo dirti perché ho scritto Sorella con la “S” maiuscola! Ebbene, la signora Luciana, anzi la Sorella Luciana, è una Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana, per intenderci le cosiddette crocerossine. È un gruppo poco visibile, se non alla parata del 2 giugno, ma che dona un contributo significativo nelle varie missioni estere della Croce Rossa. La Sorella Luciana ha partecipato a 12 missioni internazionali… Touché!

photo credit: gwaar via photopin cc

8 pensieri riguardo ““Non rinunciare, mai!””

  1. Ogni volta che ho la possibilità di rinunciare a qualcosa penso alle volte in cui sono costretta a rinunciare e questo mi fa venir voglia di combattere, perché dove c’è uno spazio per il possibile vale la pena di esplorarlo. Non sempre si può fare, a volte la vita decide per noi, ma quando si può…

    In ogni caso di rinunce ne ho dovute accettare tante in vita mia e sicuramente hanno un sapore amaro. Meglio fallire che rinunciare, ma quanta dannata forze servirebbe per combattere sempre?

    1. Grazie Romina per il commento!
      Credo che, piuttosto chiedersi quante forze servono per combattere sempre, sia il caso di chiedersi “perché devo arrendermi? Cosa ci potrei guadagnare?”.
      La rispsota sarà sempre niente! E invece, continuare a insistere, pagherà sempre tantissimo, anche se costerà fatica.

  2. Sinceramente credo che non si parli di “volontà”, ma di scelte rispetto ad altre. Là è gnegnero, non coraggio o determinazione.
    Avrei voluto molto giocare a basket in modo professionistico. Il braccio sinistro è andato per sempre. Devo rammaricarmi del canestro in NBA che non ho fatto? La signora mi direbbe di “non mollare mai”?
    Non sono molto convinto che l’esempio che hai fatto riguardi appunto il coraggio di perseguire uno scopo, quanto quello di scegliere la strada meno ovvia (due lauree, sposata… ma che gli mancava a questa? Ah, solo cambiare mestiere… e sai… un drammone!).

    1. Ciao Gas, innanzitutto benvenuto nel mio angolo e grazie per la tua condivisione!

      In risposta al tuo commento devo dire che hai evidenziato il problema dell’impossibilità reale: ci sono cose per le quali, nonostante la nostra volontà, sia per noi impossibile raggiungerle.

      Ma il punto del mio post, che forse non sono riuscito a mettere in luce come avrei voluto/dovuto, è un altro: ci sono sogni, molti dei quali a portata di mano, a cui rinunciamo per banalità ma è anche in questi sogni, grandi o piccoli che siano,che si nasconde la nostra felicità e la libertà di esprimerci.

      Spero di essere stato più chiaro, in caso contrario una risposta qua sotto e io proverò a spiegarmi meglio.

      Grazie Gas, a presto!

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