La semplicità del talento

Cos’è il talento?

Dico sul serio, che cos’è? Io non l’ho mai capito… O meglio, la Treccani non mi ha mai dato una risposta convincente.

La definizione che si avvicina di più al senso comune è “Talento come dono del Signore” capisci che, da non credente, questa definizione mi è incomprensibile?

Leggendo qui e là, soprattutto QUA, ho iniziato a comprendere che l’idea “filosofica” di Talento nasconda qualcosa di pragmatico, qualcosa come preparazione unita a semplicità d’esecuzione.

Però, anche con queste stupende informazioni, non ho mai capito come individuare il mio perché, finché si tratta degli altri, è facile, ma quando si tratta di Sé, come si riesce? Ma se sono qui a scrivere di Talento un motivo ci sarà…

 

Il tre settembre ho finalmente capito qual è il mio e, cosa più importante, ho capito che vuole dire Andrea quando parla di Talento. Il talento è il mix perfetto di entusiasmo, competenze e semplicità. Ah, altra cosuccia! Il Talento è pragmatica, si ricollega al fare anche se questo “fare” può non essere tangibile. Il Talento è comunque un artifizio, una “creatura” umana.

Adesso provo a illustrarti quello che intendo dire e poi ti fornisco il mio “caso” come esempio, però te lo annuncio da subito, capirai qual è il tuo Talento solo quando la consapevolezza ti folgorerà.

Perciò, via con il primo ingrediente:

Entusiasmo

È la gioia di fare, altro non è che la luce negli occhi di quando ti applichi in qualcosa che ti piace fino in fondo: lo riconosci facilmente perché non ti stanchi mai; non importa l’ora, il carico d’impegno o la to-do-list fitta, se nella tua mente c’è soltanto il tuo obiettivo questo “rumore” diventa un accompagnamento alla melodia della tua azione.

Competenze

Il talento NON è un dono del Signore, il talento è un frutto delicato che si coltiva. Va bene che ti piace fare una cosa ma se la effettui soltanto con tutto il tuo entusiasmo ti divertirai un sacco ma otterrai poco. Il Talento si coltiva attraverso una attenta dedizione: ci si allena tanto, si studia di più e si sbaglia n volte. Già, gli errori insegnano molto più di quanto si pensi (il detto sbagliando si impara non è una giustificazione) ma sbagliare è frustrante e talvolta, prima di ottenere dei risultati apprezzabili, si è costretti a sbagliare molte molte volte; per nostra fortuna c’è l’entusiasmo a farci da comodo cuscino sul quale atterrare ogni volta i ripetuti sbagli e fallimenti ci portano a considerare l’abbandono una soluzione.

Semplicità

Questa è l’ultima e la più complicata. È la qualità più infima del talento e sai perché? Perché è quella che ci fa pensare al “è troppo facile per essere vero”. E se ti dicessi che il tuo talento è in quello? Nello svolgere facilmente, con Semplicità, una attività che per altri tanto semplice non è?

Il Talento è semplice, è la riduzione ai minimi termini di una azione che per qualcuno, non talentuoso nel tuo campo, può essere indistricabile e fonte di frustrazioni. Sei riuscito a individuare il tuo Talento? Ancora no?

Sai che non mi stupisce? Purtroppo quando guardiamo a noi stessi difficilmente riusciamo ad essere obiettivi, fenomeni di sottovalutazione o sopravalutazione delle nostre capacità sono all’ordine del giorno, per questo ora ti dico che un altro elemento è quello che più di tutti mi mi ha aiutato a capire meglio me stesso, e si tratta del…

Ascolto

Proprio così, ascoltando gli altri, osservando e carpendo i loro feedback (verbali e non) ci può essere di aiuto per comprendere se quello che ti riesce così facilmente è un vero talento oppure riesci in una cosa semplice per i più.

Perché all’inizio può non essere facile accorgersi del proprio talento, non tutti i Talenti si posso spendere in azioni che riportano a risultati concreti nell’immediato; alcuni talenti permettono di ottenere risultati concreti soltanto dopo alcune settimane, se non addirittura anni, passando così inosservati.

 

L’Ascolto ho voluto aggiungerlo a parte perché è lì che deve stare, è una azione che bisogna ricordarsi di svolgere sempre, ogni giorno, mentre si studia per migliorarsi, mentre si svolge una attività o quando si è appena conclusa e ci si congeda… Io mi sono accorto del mio Talento al termine di un campo di formazione di Croce Rossa in quanto, per valutare la nostra preparazione, siamo stati divisi in piccoli gruppi di lavoro e portati a progettare una attività: è stata una soddisfazione immensa, per me, ascoltare i ragazzi con cui ho lavorato esprimere critiche positive nei confronti del gruppo creato e di quanto fosse stato piacevole e soddisfacente lavorare in team.

La scorsa settimana sono così riuscito a scoprire quello che, in cuor mio, sono sempre stato convinto di sapere: creare gruppi di lavoro efficaci.

Adesso tocca a te, è il tuo momento, prova a riflettere su ciò che ti piace fare, ciò che è per te facile e quando lo hai trovato impegnati più che puoi a perfezionarti, senza mai dimenticare di ascoltare i feedback che l’ambiente ti fornisce.

Se vuoi invece raccontarmi come hai scoperto il tuo Talento e aiutare gli altri lettori a scoprire il proprio ti invito ad andare qui sotto, nello spazio riservato ai commenti, e a dare libero sfogo alle tue idee.

Photo Credit: eaglesnestphoto via Compfight cc

6 pensieri riguardo “La semplicità del talento”

    1. Grazie per il commento, spero che questo post ti possa servire, almeno un po’, a comprendere meglio il tuo talento! Tutti noi ne abbiamo uno e dobbiamo soltanto trovarlo o dargli un nome.

      Ancora grazie e buona giornata!

  1. ciao Marco, complimenti per l’analisi, precisa e dettagliata. Aggiungo che il talento va anche difeso, sostenuto e protetto: a volte, infatti, la vita ti porta a dimenticare i tuoi talenti, accade di perdere i contatti e riallacciare i fili non è semplice ma… è possibile!

    È nostro dovere, credo, difendere e alimentare ciò che abbiamo di unico e speciale: sei d’accordo?

    1. D’accordissimo! A questo servono i commenti ai blog, anche a integrare.
      In effetti non avevo proprio pensato a questo, il Talento è preziosissimo non possiamo rischiare di rovinarlo e difenderlo è una prerogativa ma credo anche che il miglior modo per difenderlo è non nasconderlo ma esercitarlo ogni giorno.

      Grazie Gloria per questo bel commento 🙂

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