AAA nocchiere cercarsi

Sono sempre stato uno studente modello (a modo mio), anche in quegli anni bui che precedono il diploma. Così tanto modello che ancora oggi, dopo quasi 5 anni dal diploma (‘cidenti se vola il tempo!), vado di tanto in tanto all’ITIS, anzi ISIS (Istituto Statale di Istruzione Superiore), che ha avuto la fortuna di vedermi tra gli iscritti.

Proprio ieri mattina sono andato a fare uno delle mie abituali, ma non troppo, visite per salutare alcuni docenti, osservare quali personaggi pittoreschi conseguiranno un diploma e fare anche pubblicità a quell’entità disgraziata che l’università italiana. Perché se tutti questi dati statistici (QUI e QUI ci sono due rapporti sugli andamenti dell’istruzione) portano alla luce un costante calo del numero di iscritti all’università e, un ancor peggiore, tasso d’abbandono dei vari percorsi scolastici, una qualche correlazione con la crisi economica, e il suo perdurare, ci sarà.

Ora, cercare di illustrare qui, brevemente, una possibile causa del fenomeno è impossibile. Dovrei fare una ricerca sociale molto approfondita che poi sicuramente non avrai neppure voglia di leggere (e io non sono nemmeno pagato per farlo) quindi ho pensato bene di selezionarti alcuni articoli che illustrano in breve il fenomeno dell’abbandono scolastico e la correlazione tra questo e la crisi economica (abbandono scolastico e qua un lungo articolo che correla crisi economica e livelli d’istruzione).

Ma torniamo ora alla mia esperienza, a questa avventura nella giungla chiamata Istituto Tecnico, ed ecco che cosa ho avuto modo di osservare:

Ho osservato che, tra Loro e Me di cinque anni fa, non c’è nessuna differenza: le aule sono sempre le stesse, metodo di insegnamento pure, professori anche (nell’elenco dei professori ho trovato nomi di docenti prossimi al pensionamento da almeno 3 anni), laboratori idem. Addirittura non è ancora stato ultimato un progetto che avevamo avviato noi quarta di sei anni fa.

Parlando poi con i professori e i ragazzi il quadro si fa drammatico in quanto i professori sono sfiduciati, obbligati a lavorare con programmi scolastici obsoleti, e i ragazzi svogliati e disinteressati, che fanno ciò che devono fare perché è l’unico modo per ottenere il famigerato foglio di carta. Ho poi provato a chiede ai ragazzi dei loro progetti per il futuro e così degli occhi straniti mi hanno guardato come se avessi chiesto di indicarmi un allevamento di unicorni; pochi hanno una idea di futuro rappresentata dall’iscrizione all’università… E io ho rivisto la mia classe, in quinta, in navigazione senza meta.

Nulla è cambiato in quella scuola negli ultimi cinque anni, io però sono cambiato molto e vedere quella situazione mi ha intristito molto. Lì ho visto il futuro che ci potrebbe attendere se non si agisce un cambiamento vero e non i soliti proclami di X miliardi di euro.

E così penso: “tutta colpa della crisi economica?”. Quella vista ieri è una delle principali cause della crisi economica ma tanto questo non è un problema, perché “di cultura non si mangia”.

Photo Credit: Erwanicolas via Compfight cc

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