Oltre i ruoli per essere più efficaci e felici

Chi mi legge, mi segue e mi conosce saprà già che oltre studiare cose belle, bere birra con gli amici e scrivere in questo blog, trascorro molto tempo facendo volontariato in diverse realtà fra le quali anche il soccorso in ambulanza.

Ormai sono quattro anni che tutte le settimane indosso la mia bella tutina rossa con le bande (ex)catarifrangenti e scorrazzo per la provincia di Varese aiutando (o almeno ci provo) questo o quel bisognoso che ha chiamato il numero unico 112.

Quando usciamo per un’emergenza, complice la divisa, gli strani oggetti che ci accompagnano, le elevatissime aspettative che i vari film americani hanno fomentato e lo stato di bisogno del paziente o l’ansia del parente, spesso siamo nelle condizioni di dover dribblare richieste esagerate che non possiamo soddisfare per i più disparati motivi. Questo scollamento tra le aspettative in noi soccorritori e ciò realmente possiamo/siamo in grado di fare è la mia prima fonte di malumori e stress per l’attività che svolgo.

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Ecco cosa si #ImparaDaiCampioni

Ormai anche per aprile abbiamo fatto il giro di boa e ci stiamo avviando rapidi rapidi a maggio… Ed eccomi qua con il nostro appuntamento mensile nel pieno del clima festivo!

In genere i miei post nascono da lontano o da una ispirazione momentanea o da un evento o anche da qualche lettura ma questo di aprile invece è programmatissimo, anzi è proprio dovuto!

So che sei intelligente e sono sicuro che avrai già capito di cosa ti racconterò… Bravissimo/a! È la mia personale opinione di un evento al quale ho partecipato il weekend scorso un po’ come è stato per il mese scorso.

L’evento in questione è Impara dai campioni tenuto da Livio Sgarbi. La sostanza dell’evento-corso è molto semplice: una due giorni dove si può provare con mano il coaching e giovare fin da subito dei benefici che il mental coaching può donare.

Questa è la sostanza più assoluta ma per me è stato altro… Molto altro!

Innanzitutto questo evento è stata una magnifica opportunità che mi ha donato Giuseppe, detto Lo Zio, coach di Ekis, che tanto per cambiare ho conosciuto in quel di Twitter e mi ha permesso di venire a conoscenza di questa due giorni: ancora una volta la potenza del social network mi si rivela con tutta la sua immensità.

Questo poi non è stato soltanto una conferma ma anche e soprattutto una occasione di vedere e provare con mano il famosissimo coaching che nell’ultimo anno, con alti e bassi, mi sta coinvolgendo sempre più a livello teorico; in questa occasione l’ho provato su di me e ho potuto osservare un professionista di questo campo: non posso nasconderti l’emozione di poter vedere in azione quelle tecniche e strategie da me studiate.

Devi sapere che non ero solo a questo evento ma vi hanno partecipato centocinquanta persone ognuna di esse con i propri obiettivi-problemi da raggiungere e con i quali ho potuto scambiare sorrisi, abbracci, opinioni e idee… Mi stupisco sempre di come perfetti sconosciuti, con le giuste condizioni, si aprano così tanto ad altri perfetti sconosciuti! La voglia di raccontarsi è sempre superiore a qualsiasi paura di esporsi.

Io sono tornato con la convinzione di aver trovato quale strada intraprendere: a dire il vero la convinzione c’era già ma è sempre stata un po’ confusa e fumosa. Ora è più chiara e te ne accorgerai nei prossimi mesi con i post che verranno!

Questo è tutto, colgo l’occasione, ancora, di ringraziare Giuseppe e Francesca che mi hanno permesso il primo di esserci e la seconda di conoscere Giuseppe! R’n’R ragazzi!

Ah, dimenticavo, ora tocca a te mia cara lettrice e mio caro lettore: quanto lontano ti ha portato un tweet?