Ho una cosa da dirti, caro analfabeta funzionale

Attenzione!

Il seguente post è antipatico, probabilmente riconoscerai te stesso o un tuo caro fra le righe di quanto leggerai. Potrebbe anche farti arrabbiare o spaventare e, la cosa peggiore di tutte, è che non fornirò alcuna soluzione al “problema”.

Se vuoi davvero seguirmi all’interno di questo viaggio ti consiglio di accomodarti, scegli la posizione che più ti aggrada, spegni l’interruttore nel tuo cervello del pregiudizio (se ci riesci, ovvio) e lancia la canzone qui sotto.

Leggi tutto “Ho una cosa da dirti, caro analfabeta funzionale”

TWITTERFAMIGLIA

Come molti, il mio primo contatto con i social network è stato con Facebook, poi, piano piano – specie in tempi più recenti – mi sono avvicinato anche ad altre piattaforme tra queste vi sono Google+, Twitter e vari altri ma quest’ultimi, insieme a Facebook, restano i principali che utilizzo abitualmente. Come tutti gli ambienti anche gli ambienti del web necessitano una loro socializzazione, bisogna quindi imparare la “lingua” che utilizzano, ora che ho appreso abbastanza bene la lingua di questi spazi virtuali sto iniziando a raccogliere considerazioni e alcune soddisfazioni dal loro uso.

Tra questi social network Twitter è stato quello che mi ha fatto patire di più; venendo da Facebook l’aspetto minimalista di Twitter mi andava molto stretto, pensavo che fosse abbastanza vuoto come ambiente, del resto si possono utilizzare solo 140 caratteri, gli Hashtag e seguire le persone (talvolta celate dietro a fantasiosi nickname). Dove sta il social il tutto questo? Ma non mi arresi e iniziai a sperimentare questo spazio e in effetti, mano a mano che imparavo ad utilizzarlo, iniziavo a capire dove sta’ il bello dell’essere “su Twitter”: il sentimento d’appartenenza.

È esattamente questo ciò che trattiene su Twitter: le persone che si seguono le si seguono perché con esse abbiamo qualcosa in comune che sia un interesse, un obiettivo o semplicemente condividiamo lo humor. Con queste persone sicuramente c’è qualcosa da spartire altrimenti non sarebbero mai rientrate all’interno della cerchia di “following” (coloro che seguiamo). La sensazione che si può avere è di appartenere a qualcosa, di essere in un gruppo come si è nel gruppo di amici che si trovano in compagnia la sera; merito soprattutto (per me) delle poche parole che obbligano a scambi d’informazioni onesti, privi di lunghi giri di parole che possono sì arricchire ma anche confondere una interazione paraverbale che il social prevede.

Sono contento della mia piccola, onesta e ricercata famiglia di twitteri che ogni giorno mi tengono aggiornato sulle loro piccole grandi avventure. Questo post è sicuramente per loro…