La tua Isola

Ho intenzione di fare un gioco con te. Nessun enigma, promesso, giochiamo a carte scoperte, farai tutto tu!

Vuoi seguirmi?

Tu e tre amici dovrete restare su un’isola. Puoi portare soltanto cinque oggetti, dopo aver stabilito quali saranno i vostri cinque oggetti decidi (decidete) quali saranno le prime tre azioni che tu e il tuo team compirete.

Queste sono le indicazioni adesso puoi giocare, puoi iniziare a scegliere!

Io già immagino quale direzione prenderanno le tue scelte, provo a stilare un elenco di cinque oggetti e tre azioni e poi ti invito a commentare se sono andato più o meno vicino.

I cinque oggetti:

  • Corda
  • Tenda/telone
  • Coperte
  • Coltello
  • Rete da pesca

Mentre le tre azioni probabilmente saranno:

  • Costruire un rifugio
  • Accendere un fuoco
  • Procurarsi acqua e cibo

Quanto differisce il mio elenco dal tuo?

Adesso che il “gioco” è concluso posso spiegarti da dove arriva: questa è una parte di attività che abbiamo svolto all’ultima riunione del mio comitato di Croce Rossa, in quella sede serviva per illustrare una stratificazione di bisogni (e desideri) del team di appartenenza.

Io però ne ho letto un’altra cosa: date le indicazioni molto limitate (restare su un’isola) tutti i gruppi hanno optato per portare con sé oggetti utili soprattutto su un’isola deserta o quantomeno inospitale.

Ma chi ha dato queste indicazioni?

Ebbene, questo che poco sopra ho presentato come un gioco banale è però, a tutti gli effetti, ciò che accade ogni giorno. Prova a pensarci: quante volte ricevi richieste che ti sembrano incomplete oppure che sei convinto di aver ben compreso ma che una volta portate a termine sfociano in un “ma io non ti avevo chiesto questo”. Saper parlare chiaro non è facile ma neppure saper ascoltare lo è.

Questa è la vita quotidiana, quella fatta di euristiche, bias e fallacie ovvero tutti quei nomi utilizzati dagli psicologi per spiegare “seghe mentali” ed errori. Essi sono fra le prime cause di litigi e scelte errate o non ottime i cui effetti, di queste piccole incomprensioni, potrebbero portare a fallimenti imprenditoriali, separazioni e incidenti ma, sciagure a parte, rappresentano sempre delle noie. E pensare che basta così poco per evitare la maggior parte di questi problemi… Dalla mia esperienza e soprattutto dai libri che ho studiato (e sto studiando) le principali azioni sono:

  • Fare domande e riformulare le richieste
  • Impegnarsi a sviluppare scenari alternativi
  • Chiedere feedback e opinioni a terzi, possibilmente esperti in materia

Così, con poche semplici azioni si possono evitare sia molte incomprensioni, che sono alla base dei grandi e piccoli malumori, sia inaugurare nuovi percorsi per soluzioni innovative, più rapide o divertenti rispetto a quanto si è sempre fatto.

Il principio di fondo è sempre lo stesso: mettersi in gioco e non avere MAI paura di chiedere.

Ah, vuoi sapere qual è stata l’isola immaginata dal mio team? Per noi l’isola era l’isola dei balocchi, con parchi di divertimento, piscine e feste. Perché in fondo sognare fa sempre bene!

Photo Credit: junjiebot via Compfight cc